CENSIMENTO PERMANENTE DELLA POPOLAZIONE DI ISTAT: I DATI SUGLI STRANIERI

Rispetto al 2011, l’ultimo anno in cui si è effettuato un Censimento di tipo tradizionale, gli stranieri presenti in Italia sono aumentati di 1.012.010 unità, pari al 25% in termini relativi. Gli stranieri presenti in Italia rappresentano nel 2019 l’8,4% della popolazione totale e sono lo 0,9% in più rispetto al 2018. Tale crescita non è riuscita però a compensare il decremento della popolazione complessiva residente in Italia considerato il calo demografico di quasi 220 mila residenti autoctoni. Nel decennio intercensuario precedente (2001-2011) la popolazione straniera aveva triplicato la sua presenza, quindi oggi siamo di fronte a un incremento molto più contenuto.

È la fotografia della presenza straniera che ci restituisce Istat con il Censimento 2018/2019, il primo della nuova serie dei censimenti permanenti che d'ora in avanti permetterà all'Istituto una diffusione annuale dei risultati. Qui in testo integrale diffuso da Istat con una sintesi dei principali risultati per gli anni 2018 e 2019 e una analisi più dettagliata delle variabili attualmente validate: popolazione per sesso, età e cittadinanza, grado di istruzione e condizione professionale, area geografica e paese estero di cittadinanza. Qui invece l’infografica relativa alla presenza straniera.

Le donne rappresentano il 51,7% della popolazione straniera e la loro incidenza cresce con l’avanzare dell’età. Lo scarto tra l’età media degli uomini e quella delle donne è di quasi 4 anni (rispettivamente, 32,8 e 36,6 anni). Il genere femminile prevale tra gli europei (59%), gli americani (61,1%) e gli oceaniani (58,7%), mentre gli africani sono a maggioranza uomini.

La più giovane struttura per età della popolazione straniera costituisce un fattore che rallenta il processo di invecchiamento della popolazione residente in Italia. L’età media degli stranieri infatti è più bassa di 11,5 anni rispetto a quella degli italiani (34,7 anni contro 46,2 anni nel 2019) e l’indice di dipendenza ha valori dimezzati rispetto a quello relativo ai cittadini italiani. I più giovani sono i cittadini provenienti dal continente africano che hanno un’età media di 31,2 anni. Ciò è chiaramente dovuto a flussi in entrata di stranieri in età giovane, ma anche alla più consistente presenza di bambini (6,3% quelli stranieri contro 3,6% di italiani). Tuttavia, nel periodo 2001-2019 anche l’età media degli stranieri mostra un trend in crescita, essendo aumentata di 3,8 anni (da 30,9 a 34,7).

Il nostro Paese si caratterizza anche per composita geografia delle provenienze: ben 195 nazionalità, con le prime 10 collettività che costituiscono il 63,5% del totale. Circa la metà degli stranieri censiti proviene dal vecchio continente e poco più di un quinto dall’Africa (22%). L’Asia rappresenta il 21% del totale e l’America il 7,3%. La presenza dell’Oceania è assolutamente trascurabile (0,04%) così come quella delle persone senza alcuna cittadinanza, che ammontano in totale a 744 unità (0,01%). Il primo Paese di provenienza è la Romania, da dove provengono il 23% degli stranieri, seguono Albania e Marocco, che registrano ciascuno poco più dell’8% del totale.

La presenza straniera non si distribuisce uniformemente sul territorio nazionale: nel Nord-Italia risiede più del 58% della popolazione immigrata, nel Centro il 25%, oltre il 12% nella ripartizione meridionale, il 5% nelle Isole. Inoltre, è più elevata nei comuni con oltre 100mila abitanti (11,4% nel 2018 e 11,5% nel 2019) e sempre sotto il valore medio nazionale nei comuni più piccoli. Nel Nord si registrano anche i più bssi valori dell’età media e degli indici di vecchiaia, nonché le percentuali più alte di bambini in età 0-4 anni (circa il 7%).

Un elemento di particolare interesse è rappresentato dal contributo dato dalla popolazione straniera al ripopolamento dei Borghi più belli d’Italia. Da un lato gli stranieri hanno modificato positivamente la componente in età da lavoro della popolazione, in special modo quella femminile; dall’altro, si è ampliata la base della piramide delle età grazie alle nuove nascite. In particolare, i cittadini non comunitari tendono a concentrarsi nei Borghi più piccoli.

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Fonte: Istat