Dati Istat sui cittadini non comunitari. La situazione 2021/22 nelle Marche

L’Istat ha pubblicato il report sui “Cittadini non comunitari in Italia. Anni 2021-2022

Nel 2021 sono stati rilasciati 241.595 permessi di soggiorno, oltre 135 mila in più rispetto al 2020. I flussi in ingresso sono tornati ai livelli pre-pandemia ma non c’è stato un vero e proprio recupero, nonostante una notevole crescita dei permessi per lavoro (anche dovuto agli effetti della regolarizzazione del 2020).

Con lo scoppio del conflitto in Ucraina, che ha spinto molte persone a lasciare il Paese, la comunità ucraina in Italia ha visto ingrossare le proprie fila.  A fine settembre 2022 sono 159 mila le richieste di protezione temporanea di persone in fuga.

Calano dell’8% le acquisizioni di cittadinanza tra il 2020 e il 2021. I nuovi cittadini italiani sono soprattutto di origine albanese e marocchina.

Nelle Marche, al 1 gennaio 2022, sono 97.076 i cittadini non comunitari presenti, egualmente divisi fra maschi e femmine. Le nazionalità di provenienza principali sono Albania (13.643), Marocco (9.678), Cina (9.257), Pakistan (6.691), Macedonia del Nord (5.595), Ucraina (5.466) e Bangladesh (5.206).

Il 69% dei permessi di soggiorno è di lungo periodo (quota superiore al 66% del dato nazionale): si tratta di un titolo di soggiorno di durata illimitata, che può essere richiesto dai cittadini di paesi terzi e apolidi che siano regolarmente e continuativamente soggiornanti in Italia da almeno cinque anni. Indica, dunque, che una larga parte dell'immigrazione non comunitaria nelle Marche è stabile da diverso tempo.

Dei ca. 30.000 permessi soggetti a rinnovo, il 36% è stato concesso per motivi di lavoro, il 41,5% per motivi di famiglia, il 3,5% per motivi di studio e il 16% per protezione.

Gli ingressi nel 2021 sono stati pari a 7.215 unità, nel 42% dei casi con permessi di durata superiore ai 12 mesi e nel 22% dei casi (in genere per motivi di lavoro) inferiore ai 6 mesi.

Sempre nel 2021, nelle Marche hanno acquisito la cittadinanza italiana 3.575 cittadini non comunitari: ill 44,6% per residenza (ad ulteriore dimostrazione della stabilità della presenza immigrata, dato che sono necessari 10 anni di residenza per avviare la pratica) e una quota anloga per altri motivi, che includono le acquisizioni di cittadinanza dei minori ottenute per trasmissione del diritto da parte di genitori divenuti italiani, dei neo-maggiorenni nati e residenti in Italia che scelgono di diventare italiani al compimento del 18° anno di età e coloro che l'acquisiscono per ius sanguinis, ovvero in quanto figli o discendenti di cittadini italiani.