EMERGENZA AFGHANISTAN

Con il ritorno al potere dei Talebani, in Afghanistan è già catastrofe umanitaria. Dopo la partenza, lo scorso agosto, dei contingenti militari americani e alleati, tra cui quelli italiani, non si ferma l’escalation di violenza sulla popolazione civile, in particolare su donne e bambini. Stando agli ultimi dati disponibili della UNAMA, United Nations Assistance Mission in Afghanistan, già nei primi sei mesi del 2021 sono stati uccisi oltre 1600 civili, tra cui moltissime donne, ragazze e bambini. Dopo la presa di potere delle forze talebane ci sono decine di migliaia di persone costrette ad abbandonare le loro case e in grave pericolo di vita. Oggi un bambino vale 200 euro al bazar di Kabul, un’adolescente 500 euro. A partire da agosto, quando AMAD - Associazione Multietnica Antirazzista Donne ha avviato il progetto Afghanistan, sono state centinaia le richieste di aiuto giunte da uomini ricercati o sopravvissuti ad attacchi da parte dei Talebani, ma soprattutto da donne e ragazze rimaste sole e con figli piccoli che per evitare di essere violentate o date in spose a degli sconosciuti sono rifugiate in luoghi angusti, senza soldi, senza cibo e senza la possibilità di poter uscire per chiedere aiuto. Oltre 170 persone sono morte nell’attentato all’aeroporto di Kabul del 26 agosto scorso. Disperatamente stavano cercando di prendere un volo per fuggire. Quel giorno all’aeroporto c’era anche una ragazza di 19 anni con la sua famiglia. Non divulghiamo il suo nome per proteggerla. In quell’inferno ha perso tutta la sua famiglia, è rimasta sola al mondo, ci chiede aiuto.

LA STORIA DI FATIMA (nome di fantasia) Fatima ogni giorno ci scrive per raccontarci cosa succede. Non ha più una famiglia. Ci chiede disperatamente aiuto. Il telefono è il suo unico ponte di collegamento con il mondo. E’ nascosta da una famiglia molto povera a cui ha dato una collana, ciò che le restava come unico ricordo di sua madre. Un grande sacrificio per ricaricare il telefono e rimanere in contatto con noi. Racconta di essere nascosta in un rudere, sottoterra. Non avendo un uomo al suo fianco, non può girare per strada da sola, potrebbe essere rapita, data in sposa ai talebani o venduta al mercato dei trafficanti - sorte comune che tocca alle vedove e alle giovani, spesso poco più che bambine. Fatima ha perso tutto, anche la speranza di futuro. Non può più studiare, formarsi, sognare. Vive da sola e solo nella paura. «Avevo dei sogni sul mio futuro, volevo studiare, adesso per me non c’è più niente» «Sono sola, ho molta paura, voi siete la mia unica speranza dopo Dio» sono solo alcuni dei messaggi ricevuti da Fatima.

CHI SALVA UNA VITA SALVA IL MONDO INTERO AMAD vuole andare in questa direzione. Tentando di creare luoghi sicuri in Afghanistan per coloro che non possono richiedere un passaporto e dando un’opportunità di studio, lavoro e libertà alle donne e le ragazze che hanno riposto la loro speranza in noi portandole in Italia. Per loro e idealmente per tutte le altre che ora rischiano di diventare delle ombre. 2 - Grazie ad una sicura rete di aiuto che AMAD ha costruito sul territorio, le ragazze possono essere scortate a Kabul, dove si trova l’ufficio visti per viaggiare in Iran. Una volta in Iran saranno assistite da una famiglia che si è resa disponibile a ospitare una tappa di questa staffetta per la libertà e si dovrà richiedere il visto per studio all’Ambasciata italiana - che oltre al costo della pratica comprende una fideiussione ed una polizza assicurativa. Si dovranno poi acquistare i voli con biglietto aperto da prenotare e saldare. In Italia ci sono famiglie pronte ad accogliere e per diverse di loro c’è anche una scuola che le sta già aspettando. - Per le altre donne che hanno parenti in Italia AMAD sta assistendo i familiari nelle pratiche di visto per ricongiungimento familiare, mettendo a disposizione i propri collaboratori sul territorio per scortarle presso gli uffici ed all’aeroporto. - Coloro che non hanno invece un passaporto e sono costrette a rimanere nel Paese con i propri figli hanno bisogno di luoghi sicuri dove potersi rifugiare senza che le privazioni le portino alla morte. Sebbene questa sia la strada più difficile da percorrere per noi di AMAD, non potevamo ignorare le loro voci e così abbiamo creato una rete di famiglie disposte ad aiutare, che tuttavia non hanno la capacità economica, in un momento così difficile, di sostenerne i costi. «AMAD non può e non vuole voltare le spalle alle donne e alle ragazze afgane.

Raccogliendo il loro grido di dolore vogliamo restituirle ad una vita di cui non avere più paura. Vogliamo che siano fuori pericolo, fuori dalla portata dei talebani ma anche lontane dalle mani dei trafficanti.» La Presidentessa Donatella Linguiti a nome di tutti i soci. Un’impresa che AMAD non può realizzare da sola.

Vi chiediamo di contribuire, ognuno per quello che può, facendo una donazione, i fondi raccolti saranno utilizzati per sostenere tutte le spese connesse alla nostra missione: salvare quante più donne e bambini possibile da una vita senza futuro.

E’ possibile fare un bonifico sul c/c n° 2212 intestato ad Associazione Multietnica Antirazzista Donne – AMAD c/o Intesa Sanpaolo filiale di Ancona Viale Colombo
IBAN: IT88L0306902722100000002212
Causale: erogazione liberale progetto Afghanistan

Alle organizzazioni della società civile chiediamo di unirsi a noi in questo progetto e supportarci nella raccolta fondi.

Per adesioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Per Informazioni: +39 380 8637372 +39 335 7111483

Fonte: Associazione MAD