Il mondo della solidarietà ricorda Sassoli per il profondo l’impegno umanitario verso i migranti

Si è spento David Sassoli, uomo al servizio dell'Europa, delle sue istituzioni, dei suoi cittadini. Una voce attenta e autorevole, a difesa dei valori europei e dei diritti dei più deboli. Nei suoi discorsi ha disegnato la sua Europa: rappresentativa, efficace, solidale.

“L’Unione europea non è un incidente della storia”. Una frase che per David Sassoli è diventata programma politico. Ripetuta una, due, tre volte nel suo discorso d’insediamento come presidente del Parlamento Ue, è diventata il testamento più fedele del suo mandato a Bruxelles.

“Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei. E sono figlio di una mamma. Anche lei, a 20 anni, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie”.

Tutto ciò non doveva più accadere e per questo fin da quel suo primo messaggio, deciso ma commosso, ha sottolineato l’importanza di “quell’ansia di giustizia” quel “desiderio di fraternità” ai quali non si sarebbe mai più dovuto rinunciare.

“Ti hanno attaccato da tutte le parti per quella scelta, far parlare noi che eravamo sotto inchiesta per le missioni di soccorso in mare delle persone migranti. Lo stesso coraggio ti aveva portato a incontrare numerose altre volte le associazioni impegnate nel soccorso civile nel Mediterraneo e le tue parole contro le politiche dei muri e dei respingimenti sono state sempre molto chiare. Hai fatto molte cose per aiutare persone migranti, profughi e richiedenti asilo, persone bloccate in mare in attesa di un porto sicuro e tenute in ostaggio da ministri senza scrupoli solo per propaganda elettorale. Cose che non sono pubbliche, ma che noi sappiamo perché non ti sei mai tirato indietro quando ti chiamavamo al telefono. Con te se ne va un amico, una persona perbene, un pezzo di quella Europa che sogniamo e per cui continuiamo a lottare”.

Quell’Europa la sognava anche lui, tanto che l’impegno in difesa dei diritti umani è andato oltre la battaglia sulla risposta solidale alla crisi migratoria. Ha fatto in tempo ad assistere alla prima vittoria in una delle ultime battaglie intraprese in difesa dei diritti umani: quella per la liberazione di Patrick Zaki.