Le condizioni abitative dei migranti che lavorano nel settore agroalimentare

Almeno 10 mila lavoratori agricoli migranti vivono in insediamenti informali in Italia. Luoghi di privazione dei diritti e sfruttamento, in molti casi presenti da diversi anni, privi di servizi essenziali e di servizi per l’integrazione.

È l'evidenza più critica del Rapporto su “Le condizioni abitative dei migranti che lavorano nel settore agroalimentare” pubblicato oggi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani nell’ambito del Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020–2022

Il Rapporto, realizzato dalla Fondazione Cittalia dell'ANCI, presenta i risultati di un’indagine senza precedenti per copertura nazionale e ampiezza di restituzione. Oltre la metà dei Comuni italiani ha compilato un questionario su presenze, flussi, caratteristiche dei lavoratori agricoli migranti e sistemazioni alloggiative: da abitazioni private e strutture, temporanee o stabili, attivate da soggetti pubblici o privati, fino a insediamenti informali o spontanei non autorizzati. Sono stati censiti anche i servizi a disposizione degli ospiti, così come gli interventi per l’inserimento abitativo promossi dai Comuni stessi.

Per la Regione Marche, hanno partecipato all'indagine 108 comuni (su 225): 21 di essi segnalano la presenza di lavoratori migranti (stagionali e/o stanziali) nel settore agro-alimentare.

Il rapporto è scaricabile qui

Fonte: integrazionemigranti.gov.it