RAPPORTO IMMIGRAZIONE 2020 DI CARITAS E MIGRANTES

 
Questa XXIX edizione del Rapporto ha come titolo “conoscere per comprendere”, una delle coppie di verbi indicata da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Dopo un’analisi del contesto internazionale, indaga gli aspetti principali dell’immigrazione in Italia, come demografia, presenze, lavoro, scuola, economia, salute, giustizia, integrazione e appartenenza religiosa. A dati e all'analisi di ogni tema, si accompagnano anche diverse raccomandazioni. Su www.inmigration.caritas.it e www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020  sono disponibili i principali dati nazionali e le schede territoriali.
 
“Questa edizione del Rapporto Immigrazione – scrivono gli autori del Rapporto - si colloca in un contesto che riesce solo parzialmente a fotografare gli effetti della pandemia sulla mobilità umana.  Gli spunti che sono emersi dai dati relativi al 2019 sono comunque ricchi di stimoli e di tendenze, che possiamo esaminare in relazione ai diversi ambiti trattati dal Rapporto, compendiandoli con i risultati di vari monitoraggi nel frattempo realizzati dalle nostre reti per stimare proprio l’impatto del Covid in differenti ambiti: la povertà, il lavoro, la scuola, la salute dei migranti e delle persone fragili”.
 
Caritas e Migrantes prendono inoltre atto, “con viva soddisfazione”, del recente via libera (6.10.2020), del Consiglio dei Ministri al decreto legge contenente disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, contenente modifiche dei c.d. decreti sicurezza (d.l. 113/2018 e 53/3019), convertiti in l. n. 132/2018 e 138/2019 . 
 
“Molte delle raccomandazioni contenute nel Rapporto hanno sottolineato, nei vari temi affrontati, l’importanza di favorire i percorsi di regolarità dei cittadini migranti nel nostro Paese, attraverso un ampio riconoscimento della convertibilità in motivi lavorativi del permesso di soggiorno detenuto ad altro titolo, al fine di invertire la tendenza all’approccio securitario da un lato, o assistenzialistico dall’altro, adottando definitivamente una strategia di potenziamento dei percorsi di integrazione, che contemplasse la promozione di interventi normativi volti a sostenere la presenza e l’inserimento socio-economico dei cittadini stranieri. Auspichiamo dunque – concludono - che i decisori politici proseguano in questo percorso di legalità e integrazione, sostenendolo oltre che con l’importante processo di revisione delle norme, anche con politiche attive di supporto”.